Curry

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Namastè. È la formula con cui gli indiani si salutano e viene accompagnato dal gesto di unire le mani palmo contro palmo, all’altezza del cuore. Il significato letterale è “mi inchino davanti a te” (namas = inchinarsi con reverenza etè = a te). Incominciamo con il saluto indiano perché vogliamo accompagnarvi a scoprire il fascino unico delle spezie orientali: gli aromi e i sapori di queste essenze trasformano infatti i piatti più semplici in un tripudio di colori e inimitabili sapori. Accomodiamoci dunque sul colorato tappeto volante delle spezie e iniziamo a scoprire tutto ciò che è interessante sapere sul curry.Il curry non è una singola spezia ma una miscela di spezie costituita principalmente da curcuma, zenzero, cumino, pepe, cardamomo, peperoncino. Questa miscela può essere dolce, piccante o piccantissima. Nessun curry è uguale ad un altro, in quanto variando la scelta e le dosi delle singole spezie può cambiare completamente il sapore finale. La preparazione della miscela è considerata in India il segreto principale del successo di uno chef o di una padrona di casa. Il termine “curry”, oggi molto noto in occidente, è il nome attribuito dai britannici in epoca coloniale a questa miscela di spezie che nella cucina indiana viene comunemente chiamata “masala” che significa miscela. Colui che prepara questa miscela di spezie è un vero e proprio artista del sapore. In generale la capacità del baburchi, lo chef indiano, ruota intorno all’arte di miscelare e dosare le spezie nei suoi piatti, non solo per ottenere la tipicità del gusto, ma anche per sfruttare al meglio le virtù dei principi attivi contenuti nelle varie spezie, così come insegna l’antica scienza ayurvedica indiana..

Anche la scienza occidentale negli ultimi 10 anni si è interessata sempre più alle proprietà della curcumina, il principio attivo della curcuma. Alcune osservazioni epidemiologiche condotte in Asia, in soggetti anziani, sembrano poi suggerire che i consumatori abituali di curry abbiano una migliore “performance” intellettuale, rispetto a coloro che non ne fanno uso. E la ricerca continua.

La parola “curry” è una derivazione europea del nome tamil “Kari”, che significa “foglie essiccate di arbusto” e che designa anche un piatto vegetariano della regione indiana di Madras. Venne introdotta in occidente a partire dal diciottesimo secolo dagli inglesi per indicare la mistura di spezie utilizzata nella cucina indiana piuttosto che il piatto cucinato. In India l’equivalente europeo del curry è indicato con il termine “masala”. Il masala è molto usato e conosciuto, seppur con composizioni molto differenti, in India, Pakistan, Bangladesh, Sri Lanka, Nepal, Indonesia, Malesia, Thailandia, Cina e in molte altre località asiatiche.Cannamela ha scelto di comporre il proprio Curry con sole spezie, scelte tra quelle classiche utilizzate antica-mente dagli esperti di masala che selezionavano per i signori indiani le spezie più pregiate: la curcuma, responsabile del colore giallo oro rilasciato durante la cottura dei cibi, lo zenzero, che ha una particolare affinità elettiva con l’aglio, il coriandolo, dal gusto dolce e dal profumo che ricorda quello della buccia d’arancia, il cumino che insieme al peperoncino dona la giusta nota piccante, il fieno greco dall’aroma intenso e particolare che ricorda il fieno appena tagliato, il finocchio, dal gusto caldo e fragrante e il cardamomo dall’aroma dolce ma con un sapore penetrante. Se si desidera un curry dal sapore personalizzato suggeriamo di preparare il curry che più si desidera, scegliendo le spezie tra l’ampia gamma che offre Cannamela. In particolare Cannamela sceglie solo spezie di alta qualità, controllate e selezionate nei paesi di origine e in particolare nel Curry SERIE ORO dosa le migliori spezie senza aggiungere altri ingredienti come sale, fecola, amidi e additivi, che possono rendere il curry meno intenso e magari non adatto per i soggetti intolleranti al glutine.Per mantenere intatto l’aroma del curry consigliamo di seguire alcuni piccoli accorgimenti: • riporre il vasetto in una dispensa al buio senza tenerlo esposto alla luce come oggetto di arredo; • quando si cucina non versare il curry direttamente sui vapori emanati dal cibo in cottura, bensì spargetelo sui cibi con un cucchiaino; • riporre subito il vasetto, assicurandosi di aver chiuso ermeticamente il tappo. La verità infatti è che il profumo e la bontà delle spezie si mantengono solo se si conservano bene. Bagni al curry : La nuova moda benessere a Tokyo è un bagno a base dicurry per migliorare la circolazione sanguigna e l’aspetto della pelle. O almeno così sostengono nel centro termale dell’Hakone Kowakien Resort (luglio 2010) Gran Gala indiano alla Casa Bianca : prima cena di Stato degli Obama in onore del primo ministro indiano Singh. Un tocco vegetariano all’insegna di una serata color India: dal giallo oro del currypresente nei piatti ai coloratissimi addobbi floreali che ricordavano i pavoni simboli del paese di Gandhi. (novembre 2009) Un curry da Guinness dei primati : È il curry più piccante del mondo creato in Inghilterra dal ristorante indiano Polash. Si chiama Polash Meltdown il piatto al curry che raggiunge la più alta vetta di piccantezza. Chi riuscirà a finire tutto il piatto, non solo avrà un pranzo gratis, ma riceverà anche una maglietta con la scritta: “Ho mangiato il Polash Meltdown e sono sopravvissuto”.

Il curry in cucina piace molto ai giovani e oramai viene usato per la preparazione di molti piatti: è ottimo nei risotti, ma anche nei condimenti per la pasta, abbinato al pollo, ai gamberetti, al salmone, alle uova, ai legumi serviti in salse al curry più o meno piccanti. Sorprendente anche l’accostamento al cioccolato, per cui troveremo torte di cioccolato al curry, banane caramellate nel curry e tuffate nel cioccolato, frittelle di riso al curry e molto altro.