Finocchio

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Finocchio: un prezioso alleato contro i gonfiori addominali! Il finocchio (Foeniculum vulgare Mill.) è una pianta erbacea mediterranea della famiglia delle Apiaceae (Ombrellifere) conosciuta fin dall’antichità per le sue proprietà aromatiche, tanto che la sua coltivazione sembra risalire al 1500. Il nome finocchio deriva dal latino foenum (=fieno) per via delle sue foglie che ricordano il fieno, e dall’aggettivo vulgaris, che significa pianta molto diffusa e comune, sembra infatti che questa pianta aromatica fosse già in uso presso le popolazioni Assire e Babilonesi e che successivamente si sia diffusa presso tutti i popoli del bacino Mediterraneo. In greco, il nome finocchio (marathon) è legato al ricordo della battaglia tra Ateniesi e Persiani che si svolse nella pianura di Maratona, dove il finocchio cresceva rigoglioso in modo spontaneo. Presso gli antichi Greci il finocchio veniva utilizzato sia per uso alimentare che terapeutico e personaggi illustri come Ippocrate, Galeno e Plinio ne consigliavano l’uso esaltandone le proprietà benefiche. In particolare quest’ultimo lo raccomandava per aumentare la resistenza fisica e la vista, tanto che i gladiatori e gli atleti, in Grecia come a Roma, lo usavano per mantenersi in forma. Nel tempo da Roma l’ utilizzo del finocchio si diffuse anche all’Europa continentale: quest’erba aromatica, infatti risulta inclusa tra quelle che si raccomanda di coltivare negli orti all’interno del “Capitulare de villis”, una famosa ordinanza emessa da Carlo Magno tra il 770 e l’800, per sfruttare al meglio le risorse generate dalle attività agricole e pastorali della popolazione.

Il finocchio è una pianta spontanea, perenne, dal fusto ramificato, alta fino a 2 m. Possiede foglie di colore verde e produce in estate ombrelle di piccoli fiori gialli. Seguono i frutti (acheni), prima verdi e poi grigiastri. Del finocchio si utilizzano i germogli, le foglie, i fiori e i frutti chiamati “semi” per la loro forma caratteristica. La raccolta del fiore del finocchio avviene appena il fiore è “aperto”, normalmente a partire dalla metà d’agosto fino a settembre inoltrato. Il fiore si può usare fresco o si può essiccare, all’aperto, alla luce, ma lontano dai raggi diretti del sole, che farebbero evaporare gli olii essenziali di cui questa pianta aromatica è ricca. I suoi frutti invece si possono raccogliere all’inizio dell’autunno, quando è avvenuta la trasformazione del fiore in frutto. Il finocchio è uno strettissimo parente del finocchio dolce, che tutti conosciamo come ortaggio e del quale viene consumata soltanto la parte bianca, ingrossata, che altro non è che l’insieme delle foglie più vicine al terreno.

Pare che nell’antichità, gli osti che avevano un vino cattivo o scadente inducessero i clienti a consumare portate a base di finocchio crudo, che grazie al suo forte aroma caratteristico era in grado di mascherare il sapore e il gusto delle bevande rendendo così gustoso anche un vino di bassa qualità. Da questa usanza è nata l’espressione “lasciarsi infinocchiare”, come sinonimo di essere imbrogliati, essere raggirati.

Il finocchio è largamente diffuso nella cucina italiana dove viene utilizzato per aromatizzare molti piatti della nostra cucina tradizionale. I semi di finocchio vengono frequentemente usati nella preparazione di salumi e insaccati di carne come la Finocchiona, tipico insaccato toscano a base di carne di maiale di cui i semi di finocchio sono uno degli ingredienti principali. I semi di finocchio vengono ampiamente usati anche in panetteria e pasticceria per aromatizzare ciambelle e focacce, torte salate, taralli dolci e salati, biscotti, e altri dolci da forno. Infine l’utilizzo dei semi di finocchio è frequente anche nelle bevande come thè, tisane, vini e liquori. Anche al di fuori dei confini nazionali, i semi di finocchio sono largamente usati nelle cucine di tutto il mondo. In Provenza per esempio si mettono nel “court-bouillon”, un gradevole brodo nel quale rilasciano il loro aroma caratteristico. In Europa centrale i semi di finocchio si usano nella preparazione del pane e in India vengono tostati e macinati nelle miscele di spezie, prima fra tutte il curry. In particolare Cannamela sceglie solo semi di finocchio di alta qualità, controllati e selezionati nei Paesi di origine, in modo che vengano preservate durante la raccolta e le varie fasi del processo di essicazione tutte le note aromatiche che caratterizzano il profumo e il tipico sapore di questa erba aromatica tanto apprezzata.

Il finocchio è noto per le sue proprietà dovute principalmente ai componenti tra cui vitamina C, magnesio, calcio e fosforo, e agli olii essenziali di cui è ricco e che gli conferiscono quell’aroma inconfondibile. Nel Medioevo il clero considerava il finocchio una delle nove erbe sacre per la prevenzione delle malattie: il finocchio infatti contiene sostanze utili per favorire i processi digestivi ed è noto ancora oggi quanto i semi di finocchio siano efficaci nel trattamento dei gonfiori addominali poiché aiutano a combattere i processi fermentativi dell’intestino e quindi ad alleviare la tensione addominale. Inoltre i semi di finocchio in infuso con acqua vengono usati come impacchi lenitivi su palpebre infiammate o possono essere aggiunti nell’acqua calda per un bagno stimolante e purificante.