Mirto

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Il mirto (Myrtus communis L.) è una pianta arbustiva alta da 50 a 300 cm della famiglia delle Myrtaceae, tipica della macchia mediterranea, che cresce spontaneamente e in abbondanza in Sardegna e in Corsica. Ovidio nella Metamorfosi racconta che il mirto era una pianta sacra a Venere, in quanto si riteneva che la dea, appena nata dalla spuma del mare, si fosse rifugiata in un boschetto di mirti. In epoca romana il mirto era considerato il simbolo della gloria, dell’abbondanza e dell’amore eterno; i fiori di mirto erano infatti spesso presenti durante i banchetti nuziali come porta fortuna per i novelli sposi. Non solo! Le donne che partecipavano alle feste in onore di Venere se ne cingevano le braccia, il capo e le caviglie, ritenendolo in grado di favorire gli incontri e tra gli amanti al solstizio d’estate c’era l’usanza di cogliere rami di mirto per stringere un patto di reciproca fedeltà. Attualmente del mirto si utilizzano soprattutto le bacche per la preparazione di vini e liquori tipici, ma si usano anche le foglie, ricche di tannini ed oli essenziali.

Il mirto è un arbusto sempreverde, le cui foglie sono ovali, molto dure e lucide, di colore verde scuro. I suoi fiori sono molto profumati e di colore bianco o rosaceo e li si può apprezzare tra la tarda primavera e l’inizio dell’estate, periodo della fioritura del mirto, che può poi sbocciare nuovamente, se le condizioni atmosferiche lo permettono, a inizio autunno. La parte più apprezzata di questa pianta sono però i suoi frutti, le bacche, di forma ovoidale e dal caratteristico colore nero-violaceo.

Nella tradizione gastronomica sarda il mirto è un importante condimento per aromatizzare alcune carni arrosto, allo spiedo e bollite. Ma questa consuetudine non è presente solo in Sardegna: diverse ricette della tradizione italiana e spagnola utilizzano infatti sia le bacche che le foglie di questa pianta per dare un piacevole gusto aromatico ai secondi di carne. Le foglie inoltre, quando sono essiccate, sprigionano un sapore dolce e adatto a condire anche piatti di pesce. Con le bacche di mirto, oltre al famoso liquore, è poi possibile realizzare composte dolci o salate. Quelle salate possono accompagnare piatti a base di carne, mentre quelle dolci sono adatte per la prima colazione. Ci sentiamo poi di consigliarvi una bevanda balsamica adatta alle giornate più fredde: il tè al mirto, che si ottiene ponendo poche foglioline di mirto nella teiera insieme alla solita miscela di tè. Rimarrete sorpresi dal suo sapore! Cannamela seleziona soltanto foglie di mirto di elevata qualità, selezionate e sottoposte a processi di essiccazione che ne mantengono inalterato il caratteristico sapore. Se ne consiglia la conservazione in contenitori ben chiusi, mantenuti lontano dalla luce e da fonti di calore, in modo da gustare a pieno il loro aroma quando si decide di utilizzarle nella preparazione di pietanze.

L’impiego fitocosmetico del mirto risale al lontano passato, questa pianta veniva infatti coltivata da tempi antichissimi sia a scopo ornamentale che alimentare. Già i Greci e i Romani ne facevano largo uso per le sue proprietà benefiche sull’apparato digerente e respiratorio. Nel Medioevo poi veniva ricavata dai suoi fiori tramite distillazione un’essenza utilizzata in cosmesi e profumeria. Tale essenza veniva chiamata l’Acqua degli Angeli per le sue proprietà salutari e veniva utilizzata per massaggi, bagni e frizioni utili per conservare bellezza e amore. Il mirto infatti è veramente ricco di oli essenziali caratteristici e per questo fin dall’antichità gli sono state attribuite proprietà aromatiche e officinali, in particolare balsamiche e blandamente antisettiche.