Santoreggia

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La Santoreggia è una pianta erbacea originaria dell’Asia occidentale diffusa in tutta Europa grazie ai monaci benedettini itineranti. Già i Romani facevano uso di quest’erba dall’intenso profumo per aromatizzare salse e aceto. Oggi la santoreggia entra a far parte della composizione di molte miscele di erbe usate in cucina, tra cui la più famosa è rappresentata dalle Erbe di Provenza. Si suppone che il nome botanico «Satureja» sia da ricondurre alla parola greca «Satyr», che rimanda alle proprietà afrodisiache di quest’erba molto amata nell’antichità: sembra infatti che tutti i popoli dell’antichità ne facessero largo uso per insaporire pietanze difficilmente digeribili e per preparare tantissimi piatti e bevande afrodisiaci.

La Santoreggia è una erbacea annuale della famiglia delle Labiateae con fusti eretti di colore verde scuro, alti circa 30 cm, estremamente ramificati e ricoperti da una fitta peluria. Le foglie, opposte, sono lanceolate e presentazione una colorazione verde intensa. I piccoli fiori compaiono da giugno a settembre, sono bianchi o rosei. Le parti della pianta che vengono essenzialmente utilizzate sono le foglie, che si caratterizzano per un aroma estremamente intenso, simile a quello del timo.

Fin dall’antichità, venivano attribuite alla santoreggia proprietà afrodisiache: i Greci la dedicavano a Dioniso, capace di far perdere a uomini e donne le inibizioni perché potessero lanciarsi in danze sfrenate e liberatorie. Questi precedenti fecero si che ai monaci medievali fossero vietati la coltivazione e il consumo della pianta nei loro orti. Come dice il nome tedesco Bohnenkraut («erba dei fagioli»), la santoreggia cresce volentieri accanto a questi legumi: le due piante si influenzano in modo positivo in fatto di vitalità e resistenza alle malattie e ai parassiti.

Le foglie di santoreggia, fortemente aromatiche, vengono usate in cucina per dare sapore sia a piatti di carne che di pesce, ma molte ricette la consigliano per condire verdure e soprattutto legumi. Infatti il gusto intenso della santoreggia, lievemente pungente, si sposa a meraviglia anche con cavoli, zucchine, patate, funghi, pomodori e molti altri ortaggi. Con la santoreggia in associazione ad altre erbe aromatiche e al sale è possibile comporre dei sali aromatici molto gustosi.